Studio Azzurro, il patrimonio e l’antico
Il collettivo artistico Studio Azzurro nasce a Milano nel 1982 da Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi, e ad oggi è riconosciuto a livello internazionale come uno dei pionieri della videoarte e delle installazioni multimediali interattive. Fin dalle origini, Studio Azzurro ha esplorato le potenzialità delle nuove tecnologie come strumenti poetici, capaci di creare ambienti sensibili in cui immagini, suoni e gesti dello spettatore dialogano tra loro.
Un aspetto centrale del loro lavoro è il rapporto con l’antico e il patrimonio culturale. Studio Azzurro non utilizza la tecnologia per spettacolarizzare il passato, ma per renderlo nuovamente esperibile. Il gesto, il tocco e il movimento diventano strumenti di conoscenza, e le tecnologie fungono da strumenti attivatori del legame tra presente e passato.
In questo modo, il patrimonio culturale in Studio Azzurro diventa qualcosa di vivo, fatto di storie, voci e testimonianze. L’antico non è qualcosa di distante o muto, ma dialoga attivamente con il contemporaneo.
Nell’opera DELFI (studio per suono, voce, video e buio) il pubblico è immerso in uno spazio buio, in cui osserva ed è osservato solamente da un paio di occhi trasmessi su due monitor. Sino a quando la scena non si illumina, il pubblico non si accorge della presenza delle statue. In questo contesto, Moni Ovadia recitava il testo di Ghiannis Ritsos.
Il significato e l’uso del patrimonio di Delfi per l’opera di Studio Azzurro è stato oggetto dell’intervento di Laura Marcolini in occasione del Workshop COLERE HEREDITATEM Antico e contemporaneo: idee e pratiche (tenutosi a Cesano Maderno il 30 maggio 2024) e del video-intervento di Lisa Sanguineti nel contesto del Panel PRIN della XXI International Conference on Music Theory and Analysis (tenutosi a Salerno il 24 ottobre 2024).
INSERIRE VIDEO CONVEGNO LAURA
INSERIRE VIDEO CONVEGNO LISA
Sono moltissime tuttavia le opere di Studio Azzurro che si concentrano sulla fragilità del patrimonio: i progetti dedicati a Pompei quali Visit to Pompei, Racconti della Satira Iside a Pompei, L’altra Pompei. Anche Meditazioni Mediterraneo. In viaggio attraverso cinque paesaggi instabili è dedicato allo studio dei paesaggi, del patrimoni e delle eredità.
Questi ed altri progetti sono stati approfonditi nel contesto del workshop L’immagine che insegue la memoria. Fragilità del patrimonio culturale nell’opera di Studio Azzurro (tenutosi a Cesano Maderno il 7 aprile 2025).
INSERIRE VIDEO WORKSHOP STUDIO AZZURRO
Elemento fondamentale nel lavoro di Studio Azzurro è il suono, che non accompagna unicamente l’immagine, ma la attraversa e la mette in crisi, contribuendo in modo decisivo alla costruzione dello spazio e dell’esperienza percettiva dei visitatori.
Le componenti sonore – musiche, rumori, voci, silenzi – agiscono come elementi narrativi autonomi, capaci di orientare l’attenzione dello spettatore e di attivare una dimensione immaginativa che va oltre ciò che è visibile. È proprio all’interno di questo intreccio complesso tra immagini e suoni che si colloca Il nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg), uno dei primi videoambienti del collettivo, in cui la dimensione sonora assume il ruolo di vera e propria “musica soggetto”.
L’opera del nuotatore e il valore della sua componente sonora sono stati oggetto del video-intervento di Chiara Borgonovo nel contesto del Panel PRIN della XXI International Conference on Music Theory and Analysis (tenutosi a Salerno il 24 ottobre 2024).
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