Vi sono alcuni grandi progetti internazionali che hanno rappresentato tappe fondamentali nella digitalizzazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, evidenziando come le tecnologie informatiche abbiano trasformato l’accesso e la gestione delle risorse culturali.
Una prima categoria di iniziative è costituita da grandi aggregatori digitali, come Europeana, la Library of Congress, Canadiana e CulturaItalia. Questi progetti raccolgono risorse provenienti da migliaia di istituzioni (musei, archivi, biblioteche), gestendo non solo gli oggetti digitalizzati ma anche i relativi metadati, e rendendoli ricercabili, riutilizzabili e valorizzabili. Gli aggregatori digitali offrono strumenti di ricerca avanzata, filtri, collezioni tematiche e contenuti curati che supportano ricerca scientifica, la formazione e la fruizione pubblica.
Accanto agli aggregatori, vi sono numerosi progetti orientati alla valorizzazione tramite visite virtuali. Grandi musei come la National Gallery di Londra, il Louvre, i Musei Vaticani e il Rijksmuseum offrono tour virtuali immersivi che consentono di esplorare le sale e le opere con percorsi tematici, schede informative, audioguide e zoom ad alta risoluzione. Analogamente, alcuni siti archeologici e naturali – come l’Acropoli di Atene o il parco di Yosemite – permettono anche l’esplorazione digitale.
Iniziative più ampie, come Google Earth, consentono la navigazione a livello mondiale con percorsi educativi integrati.
Vi sono alcuni progetti emblematici nell’uso delle tecnologie per i beni culturali. Tra questi:
- Google Arts & Culture (dal 2011), piattaforma globale per la valorizzazione digitale;
- Europeana (dal 2008), riferimento europeo per l’accesso al patrimonio culturale;
- CyArk (dal 2003), pioniera nella scansione 3D di siti storici;
- ReACH, focalizzato sulla stampa 3D per la riproduzione di opere;
- TIME MACHINE (dal 2019), progetto europeo per simulazioni storiche in 4D;
- Smithsonian 3D Digitization, dedicato alla digitalizzazione tridimensionale;
- The Met Unframed, esperienza immersiva sviluppata durante la pandemia;
- CHESS, che integra intelligenza artificiale e storytelling interattivo;
- Scan the World, piattaforma collaborativa di scansioni 3D;
- HBIM, metodo digitale per la gestione del patrimonio architettonico;
- MonArch, sistema IoT per il monitoraggio in tempo reale degli edifici storici;
- progetti storici come la Perseus Digital Library e il Digital Atlas of the Roman Empire, che combinano testi, dati archeologici e mappe interattive.
Alcuni siti iconici (Pompei, i Buddha di Bamiyan, l’arco di Palmira) sono diventati veri e propri “laboratori a cielo aperto”, concentrando numerosi progetti grazie alla loro visibilità mediatica che comporta una maggiore disponibilità di finanziamenti.
Due esempi di grandi progetti.
Europeana, una piattaforma collaborativa che coinvolge oltre 3.000 istituzioni europee. Offre molteplici modalità di navigazione: ricerca per parole chiave, filtri avanzati (tema, tipo di media, licenza, paese, lingua, fornitore, colore, formato), esplorazione per temi (es. Arte, Archeologia, Migrazioni, Musica, Prima Guerra Mondiale). Ogni oggetto digitale è accompagnato da metadati dettagliati, anteprime e, quando possibile, opzioni di download. Europeana propone inoltre Stories e Galleries, che organizzano contenuti in percorsi narrativi e collezioni curate, favorendo un’esperienza immersiva ed educativa.
Un altro esempio di grande progetto è dato dalla National Gallery, un famoso museo che integra tour virtuali accessibili via desktop, smartphone o visori VR, con percorsi tematici, ricostruzioni 3D degli ambienti, schede testuali e audio e la possibilità di ingrandimento delle opere.
I grandi progetti digitali hanno trasformato il patrimonio culturale in un ecosistema globale interconnesso, in cui digitalizzazione, 3D, IoT, storytelling e piattaforme web contribuiscono non solo alla conservazione, ma anche alla ricerca, all’educazione e alla partecipazione pubblica su scala internazionale.